Can I show you something very fast?

Inviato da cretox | 21 Lug, 2008 @ 21:54


Her is a list of very popular phrases, from my favourite personal head-chef: directly from his mouth to my ears...

- Come on! Come on!

- Faster! Faster!

- Cut smaller! Small and nice! OK?!

- This is the way we do this, OK?!

- Can I show you something very fast?!

- I need more "penne"!  I need more "penneee"!!!

- Hot pan!!!

- Uhm... Nice!

- Oh Please... Can you work as I show you?!

- Cook with very hot pans, OK?! Everytime! Arghhh! This pan is not hot! Look! This pan is very hot!!! Come on!

- You need to be faster!

- How long for pizzaaa?!

- Are you OK?!

- Could you clean these onions for me please?

- Fuck!!! What are you doing?!


Flyposters will be persecuted

Inviato da cretox | 17 Giu, 2008 @ 00:08


flyposters

 


Working.

Inviato da cretox | 4 Giu, 2008 @ 01:07


Today has been a good restful day. Started to work at 5pm, finished at 10pm. Just a few customers, well spreaded in our worktime. Michele, the headchef, was off: good. Tomorrow he will work: bad. My work is not so bad: make starters as fast as I can... faster faster faster. Be faster and clean. Nothing else. I don't need so much memory. I need to remember only a dozen or so of dishes, very simple dishes. I have to organize the starter section everyday, when I work, of course. checking every container and bin: full -> good ; half empty -> cut, slice, chop, cook plenty of vegetables or so. Never wash them, don't use water! Waste of time. They don't use to wash any vegetable. Ok. I've a work. 25-30 hours per week, minimum wage. I don't like it but I think it's alright. Maybe not? Uhm, just waiting for the NIN, then we'll see. See ya.


Per farti crepare prima.

Inviato da cretox | 16 Mag, 2008 @ 09:59


WHSmith, Queen Street Station, ore 18 circa

«Questo Bounty, grazie»
«Se ne prendi un altro paghi solo 1 pound. Puoi prendere anche 1 Mars, paghi solo 1 pound per tutti e due, invece che 1 pound 50»
«No grazie, solo questo»
«OK, te lo prendo subito, arrivo»
«. . .»
Dopo CINQUE MINUTI
«Scusami tanto! È che non lo trovavo! Ecco, 1 pound, grazie»
«Uhm, ok...»
«Bye bye!»

Come facevo a dirle di no?! Con quel sorrisino malefico... e quella vocina! Ti ipnotizzano e poi ti fregano.
Ti mettono i panini a MILLE pounds, e la merda saporita a cents. Boh, avevo fame. Dovrò stare attento, mi sa tanto.

La stanza è fredda

Inviato da cretox | 13 Gen, 2008 @ 00:10


Non ho capito molto di cosa mi abbia detto ma sono certo di aver capito almeno questo: "Ci dispiace ma il tuo inglese è troppo povero."
A che cazzo mi serve saper parlare un ottimo inglese se devo fare antipasti per otto ore e non interagisco con un dannato cliente? Dopo tutto devi solo dirmi come fare i tuoi stramaledetti antipasti, io li faccio, tu li vendi. E diventiamo dei grandi amici, no? E poi ti avevo scritto che, insomma, non sono scemo, mi sarebbe bastato poco tempo per imparare quel minimo di vocaboli.
Che palle.
"Bla .. bLa .. blA"
"Mi dispiace non ho capito."
"Bla .. garlic .. blA"
"Mi dispiace molto, potresti ripetere più lentamente, per favore?"
"Bla .. garlic .. together"
"Porcoddio..." (I)
"Pardon?"


Non so, non è la prima volta che mi capita (questa è la prima che fa male, questo sì). Forse non sono abituati a ripetere se qualcuno non capisce, ripetere con parole diverse intendo. Sembra che gli chiedi di ridirti le cose perchè sei stat* distratt* e non perchè forse non capisci bene la lingua e quindi essendo un po' in deficit hai bisogno di parole semplici, senza troppe abbreviazioni e modi di dire.
Ma vabe', so che riempirò questo mio vuoto.

La finestra ha le fessure. Entra l'aria fredda, aria scozzese. Apro la porta ed entra il resto del caldo. Sì, il caldo e i parassiti. La stanza resta al freddo.
Devo convincerLa che riparare la finestra sarebbe un'ottima mossa.

(I) No dai, di bestemmie non gliene ho mai tirate.

Una meta, un viaggio, poca voglia di tornare

Inviato da cretox | 3 Gen, 2008 @ 22:29


Gelo, pioggia e vento. Ecco cosa ho trovato. Tra le cose immediatamente tangibili elencherei queste. Sono le più importanti? Ovviamente no. Lavoro, vita, cortesia, un posto nuovo. Un posto da conoscere, con regole diverse, diverse abitudini. Ed una lingua diversa: l'inglese. Non quella che ho studiato tutta una vita a scuola o cercato di parlare con pochi turisti o amici occasionali. Una lingua stretta, complicata a pelle, impegnativa nelle sfumature. Imparare a parlare per sopravvivere, sopravvivere per parlare meglio e poi vivere. Non so se è la Scozia in sè che mi ha preso o se è solo un nuovo posto come un altro. So però, soprattutto grazie a Lei, che è un buon posto, o comunque lo sembra molto. Adesso nevica, è tutto il giorno che nevica. Nevica ma non attacca. Forse il terreno è troppo freddo anche per la neve. E' inevitabile parlare del tempo. Anche gli scozzesi ne parlano spesso. Soprattutto del freddo, anche se loro sembrano non sentirlo. Vanno in giro in magliettina o felpetta quando io per non buscarmi un malanno mi metto maglione e giaccone. Si mettono un berretto quando c'è vento, si coprono le mani quando fa veramente freddo ed io non mi azzardo nemmeno ad uscire. E in tutto questo non ho ancora visto una persona soffiarsi il naso. Io mi sento a disagio quando lo faccio: tutti mi guardano, guardano il fazzoletto, sembrano non capire, poi, allarmati, si allontanano... ed io ci rimango di merda. Forse basta abituarsi, forse basta iniziare a mangiare come fanno qui, e mettere su qualche strato lipidico in più. Forse basta smettere di comprare fazzoletti. In italia ho lasciato un po' di cose che verrò presto a prendere, credo. Il mio fottuto computer e qualche rimasuglio di effetti personali. E poi i libri, i miei pochi libri. Se potessi porterei anche un bidet, che qui ce ne sarebbe bisogno. Qui non si eccelle mai per la pulizia in casa. E' un po' tutto lasciato a se stesso con ritmi di riordino e pulizia abbastanza blandi e flessibili. Si pulisce quando capita, se capita. Io non mi sento a disagio, ma non mi potrei abituare alla sporcizia, potrei solo galleggiare, schivare, scansare, girare in torno. Mai farci le cose dentro. Una volta lessi un libro: parlava di germi. I supermercati sono ovunque. Non troppo diversi da quelli italiani. Qualche differenza, vengono favoriti banconi con roba "ready to eat" o "ready to bake and eat" o "ready to drink". Gli scaffali con materie prime nel vero senso della parola (farina, ortaggi, cibo da pulire, cuocere, farcire) sono pochi e scarni. Beh poi dipende dalla grandezza del supermercato, più è grande più è facile trovare prodotti rari (come il lievito per dolci, ad esempio). Invece è pieno di schifezze e minchiatine, scaffali colmi di ogni sorta di "junk food". Musei gratuiti. Un botto di musei. Li stiamo visitando un po' per volta. Devo dire che il clima austero e serioso dei musei italiani non c'è o non lo trovo, non si deve fare silenzio (basta non berciare e/o correre, credo), è tutto molto free. Se becchi il giorno giusto c'è la visita guidata. Ho accennato alla cortesia. A parte quella delle persone che ti parlano, che sembrano sempre gentilissime, un "sorry" ogni tre parole, quando io il "sorry" non riesco ancora ad usarlo usualmente, c'è quella dei messaggi scritti e degli avvisi. Qui l'avviso meno cortese è "per favore, non fare questo/quello...". Oggi sono stato in un museo. Sulle opere da non toccare c'era scritto: "Per favore, aiutaci a prenderci cura di questo oggetto non toccandolo". Capito? Qui sono avanti. Sì però c'è da dire che è anche pieno di telecamere. In ogni dove. Vai in un qualsiasi posto pubblico e ci sono minimo due-tre telecamere che ti registrano. Non ne vedi neanche una? Non ti preoccupare, c'è. In realtà sono sempre abbastanza visibili, è raro che siano nascoste. Non so neanche se sono tutte funzionanti, magari sì.
Sorridi! Verrà il giorno in cui non serviranno più le telacamere perchè avremo un chip nel cervello. Oppure perchè non ci sarà più nessuno da controllare... Dopotutto mi sono solo avvicinato di qualche centinaio di chilometri ad una delle stanze dei bottoni. Ogni bottone decide la sorte di qualche popolo:

OFF=sopravvivi - ON=soffri

Ho iniziato questo viaggio per curiosità, sto continuando perchè una parte della mia Vita ha idee chiare e precise. So che non finirà presto, so che non avrò niente da perdere e tutto da guadagnare. In un film che vidi poco tempo fa c'era un professore che diceva che l'Italia non può essere cambiata se non distruggenola e ricostruendola da zero. Credo che l'autore di quel testo abbia ragione, per quel poco di cose che ho visto/letto non credo ci sia altra soluzione. Io però non saprei da dove partire e probabilmente andarsene è la mossa peggiore, dopotutto ci tengo a cambiarla. Probabilmente tornerò con idee diverse, può essere che pensare di cambiare un solo Paese non serva a niente perchè il mondo tutto è marcio nelle fondamenta, che poi sono i vertici. Forse un giorno atterreranno gli alieni.